Ipnosi Ericksoniana - Psicologo, Psicoterapeuta, Dott. Bottoni, Orvieto

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L'unico vero viaggio verso la scoperta
non consiste nella scoperta di nuovi paesaggi,
ma nell'avere nuovi occhi.
Proust

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Ipnosi Ericksoniana
                                                                                                                Milton Erickson
Milton Erickson fu uno psichiatra statunitense che dedicò la sua vita allo studio dei fenomeni ipnotici e ad oggi è riconosciuto come
uno dei più importanti studiosi moderni dell'ipnosi.
Per Erickson l'ipnosi permette all'ipnoterapeuta di entrare in contatto con l'inconscio del soggetto e di liberarne la creatività e le risorse, aiutando la persona ad abbandonare i propri schemi disfunzionali appresi nella vita.
L'ipnosi Ericksoniana, di norma, non è direttiva in quanto secondo l'autore le suggestioni dirette possono agire sul comportamento del soggetto, ma non producono una trasformazione profonda che diventa possibile solo con suggestioni indirette in quanto queste "mettono al lavoro" l'inconscio del soggetto permettendo una riorganizzazione ed una riassociazione delle idee e degli affetti.

Per quanto scritto sopra è chiaro che l'approccio si allontana dal modello di terapia ipnotica "classica" che prevedeva un ruolo direttivo del terapeuta ed uno passivo del paziente; nel modello Ericksoniano il soggetto è partecipe e determinante nella risoluzione del disagio.
Con lo psichiatra statunitense l'ipnoterapia cambia profondamente sia per la concettualizzazione di inconscio, come accennata sopra, sia per l'uso preferenziale di suggestioni indirette sia per l'attenzione che viene posta al soggetto che diventa protagonista attivo nel lavoro terapeutico.
Per Erickson l'ipnoterapia deve permettere al paziente di raggiungere:
“un punto di vista più completo ed esauriente che libera le persone dal letteralismo dell'infanzia” (H. Erickson et E.L. Rossi1992).

Pregiudizi e falsi miti sull'ipnosi:
Uno dei miti maggiormente diffusi sull'ipnosi riguarda la possibilità che la persona in trance possa perdere il controllo ed essere in balia dell'ipnotizzatore. In realtà non c'è alcun modo di indurre una trance in una persona che non lo voglia, inoltre la profondità dell'ipnosi così come anche proseguimento dell'esperienza o il suo interrompersi è sotto il controllo della persona che ha deciso di andare in trance. Inoltre un altro mito dell'ipnosi è che questa possa permettere di ricordare un fatto passato, oggi sappiamo che questo non è possibile in quanto la memoria per il suo funzionamento semplicemente non lo permette. La memoria immagazzina gli eventi in funzione non di quanto realmente è accaduto ma di come noi lo percepiamo, spesso immagazzina frammenti di un accadimento per cui quando richiamiamo il fatto in realtà abbiamo ricostruito l'avvenimento, a volte utilizzando frammenti appartenenti ad altre esperienze.

Com'è l'esperienza della trance:
Quando si è in trance la persona generalmente è molto rilassata, vigile e cosciente quindi lo stato ipnotico non corrisponde all'esperienza del sonno. L'ipnosi è di fatto un'esperienza naturale che ognuno di noi più volte fa nella vita, ad esempio quando ci troviamo molto assorti nei nostri pensieri tanto da diventare meno sensibili agli stimoli esterni. Alcuni esempi comuni possono essere non sentire quando ci chiamano mentre siamo impegnati in una attività per noi significativa (es. lettura libro, visione film), oppure quando siamo assorti nei nostri pensieri ed arriviamo a destinazione senza renderci conto della strada compiuta.

Bibliografia
Ipnoterapia Milton H. Erickson, Ernest L. Rossi , Editore Astrolabio (1982)
L'uomo di febbraio H. Erickson, Ernest L. Rossi , Editore Astrolabio (1992)
Lavorare con l'ipnosi Michael D. Yapko, Editore Franco Angeli (2011)



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